LE DIETE “FAI DA TE” SONO DANNOSE

L’estate è arrivata, ed il mercato fitness/benessere/diete fiorisce in tutto il suo splendore sotto l’ombrellone.

Vai a comprare il quotidiano e ti imbatti subito nei vari periodici femminili sui quali campeggia, trionfante, la scritta “LA DIETA VELOCE PER L’ESTATE”.  Per non parlare della “Dieta del Peperone”, la “Dieta del Frullato”, la “Dieta a Zero Carboidrati” perchè così ti sgonfi e la cellulite magicamente sparisce.

Anni e anni di studi della Fisiologia Umana, Premi Nobel compresi, sembrano sparire come le scritte sulla sabbia con un semplice colpo di vento.

Ma è davvero così? Perchè tante donne, a partire dalla fine di maggio, si affannano per provare l’ultima dieta alla moda che, in nemmeno due mesi, farebbe perder loro l’adipe accumulato in mesi di inattività e di aperitivi à go go?

Perchè, parliamoci, chiaro: poche persone vanno d’accordo con la costanza, soprattutto quella da investire per una sana attività fisica, utile al mantenimento di un buono stato di salute generale.  Non parliamo poi di un’alimentazione bilanciata: cos’è questa sconosciuta?

Assisto quotidianamente a racconti femminili sull’alimentazione quotidiana “regolare” (cioè da fame) dal lunedì al venerdì, salvo poi sfociare in banchetti luculliani da venerdì sera a domenica sera compresa. Pasti da nababbi supportati dalle scuse più articolate (feste, compleanni, battesimi, cresime, suoceri, fidanzati, mariti, vacanze..).

Il lunedì via libera al senso di colpa che grava come un macigno sulla già instabile autostima femminile ormone-dipendente.  Tutti ai blocchi di partenza con diete da fame “disintossicanti” a base di solo frutta e verdura (e le proteine? e i grassi?), oppure con regimi alimentari “inventati” dall’amica che è scesa di 5 kg di peso nell’arco di tre giorni con la nuova dieta a zero carboidrati (peccato per l’umore: giriamo al largo!).

Tutto questo panegirico si ripete ogni settimana, durante i 50-60 giorni che precedono le tanto agognate ferie estive e la famigerata “prova costume”.

Ma cosa dicono l’anatomia e la fisiologia? 

Salvo far rivoltare nella tomba i maggiori studiosi del corpo umano di tutti i tempi, gli studi universalmente riconosciuti attestano che il fegato (guarda un po’) è il maggior elaboratore di zuccheri nel corpo umano, con una delle sue funzioni principali che consistono nell’accumulo – sotto forma di scorta – di glicogeno, ovvero tanti “pacchettini” di glucosio (=zucchero) uniti fra di loro. Questo zucchero viene poi liberato in caso di aumentato fabbisogno, per non essere degradato dai muscoli, cosa che prevede a livello metabolico una via più tortuosa e meno “cara” al nostro organismo.

Poi c’è il Signor Cervello: il Comandante supremo, la centralina elettrica di tutte le reazioni chimico-fisiche  del nostro organismo. Come funziona il fegato? Con quale benzina? Ma con gli zuccheri ovviamente… La conduzione nervosa tra neuroni è dettata anche dalla presenza di zuccheri, pena problemi alle guaine mieliniche che rivestono le fibre nervose.

Il Cuore, il motore della vita: Guarda un po’, è un muscolo! Cosa fa contrarre un muscolo? Zuccheri, ATP (=energia), fosforo, miosina-actina (ponti proteici all’interno della fibra muscolare).

La triade Fegato-Cervello-Cuore è quella che ci mantiene in vita.

Noi vogliamo fare le diete da fame prima di arrostirci sotto il sole o prima di far schiattare d’invidia l’amica-nemica. Poi ci abbuffiamo appena la competizione estiva viene lavata via con i primi acquazzoni di fine agosto.

Ha davvero un senso tutto ciò? Immagine

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