IL DIAFRAMMA: RESPIRARE BENE PER STARE BENE

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Cari lettori,
Oggi Vi propongo un video tutorial direttamente dal mio Canale YouTube, in cui Vi mostro la corretta respirazione con il diaframma.

Che cos’è il diaframma?
Il diaframma è una cupola di fibre muscolari, che hanno origine dalla dodicesima vertebra toracica e dalle prime due vertebre lombari. Si porta da dietro in avanti sul torace ed è ancorata alle ultime coste.

La funzione del diaframma è quella di espandere le ultime coste della cassa toracica per consentire una corretta respirazione con l’addome e, quindi, un corretto mantenimento delle pressioni interne sia nel torace che nell’addome.
Ricordo che il torace, per la presenza dei polmoni, avrà sempre una pressione interna positiva, deputata all’espansione della gabbia toracica per la respirazione.
L’addome, invece, deve mantenere una pressione interna negativa per evitare squilibri a carico dei visceri (stomaco, fegato, intestino, pancreas).

Quindi il corretto funzionamento del diaframma è vitale: mantiene le pressioni di torace e addome in equilibrio.

Una curiosità: Lo sapete che respirare correttamente con il diaframma può prevenire il dolore al collo?

Alcuni muscoli del collo vengono chiamati anche “inspiratori accessori”, perchè le loro terminazioni fibrose si trovano sulle prime 3 coste della gabbia toracica. La loro contrazione favorisce, quindi, il sollevamento di queste coste e, di conseguenza, la funzione primaria della respirazione è mantenuta.

Ma attenzione: i muscoli inspiratori accessori dovrebbero intervenire solo qualora il diaframma non mantenga la sua fisiologia (per esempio in alcune patologie di tipo neurologico). La funzione “accessoria” di questi muscoli dovrebbe comparire, effettivamente, solo in casi di emergenza.

Ma spesso lo stress e la vita quotidiana non favoriscono una corretta respirazione con il diaframma. Ecco perchè molte persone respirano “con il torace” e soffrono di fastidi o dolori in cervicale.

In questo video tutorial imparerete ad utilizzare correttamente il diaframma.
Esercitatevi spesso in questo esercizio e noterete benefici immediati sia a livello posturale, che nella qualità di vita.

Alla prossima!

CATTIVA DIGESTIONE? IL COLPO DI FRUSTA UNA DELLE CAUSE

Uno dei sintomi più comuni che si riscontra tra le persone è la cattiva digestione, ovvero la cosiddetta dispepsia.

Per dispepsia si intende un rallentato svuotamento gastrico dopo i pasti, associato a sensazione di gonfiore all’addome, precoce senso di sazietà e talora eruttazioni e dolore nell’area dello stomaco.

Tale sintomo frequentissimo poggia le sue origini su condizioni patologiche che lo scatenano, come per esempio il reflusso gastroesofageo (reflusso di materiale acido dallo stomaco in esofago), oppure la gastrite (infiammazione della mucosa dello stomaco, dovuta a fattori aggressivi come caffè, fumo o alcool).

Per questa ragione, i medicinali antiacido la fanno da padroni nella popolazione: zittiscono il sintomo, talvolta però senza indagarne la causa.

L’Osteopatia – disciplina medica manuale che si occupa del riequilibro dell’organismo in toto tramite manipolazioni muscoloscheletriche e tessutali – va a fondo e, possibilmente, rinunciando all’ausilio di farmaci, indaga sull’origine dei sintomi che i pazienti riportano durante la seduta.

Si è visto che una delle cause frequenti che portano cattiva digestione è il colpo di frusta, sia esso recente o anche di vecchia data. Perchè proprio il colpo di frusta?

Consideriamo inizialmente la situazione dal punto di vista dell’organo più coinvolto nel colpo di frusta: il fegato.

Il fegato è posto nella parte superiore dell’addome, in parte appena sotto le ultime costole di destra e ricopre la parte finale dello stomaco e la parte iniziale del duodeno. E’ “appeso” al diaframma tramite tre legamenti fibrosi (due laterali ed uno centrale) che ne costituiscono uno dei mezzi di fissità.

I due legamenti laterali, però, ne conservano anche una determinata mobilità, favorendone una bascula in avanti e indietro. E’ interessante considerare come la mobilità di ogni organo venga conservata, perchè favorisce un miglior afflusso di sangue alla sua parete che ne definisce il buono stato di salute.

Durante il colpo di frusta il corpo subisce una brusca spinta indietro seguita da un’altra, più forte, di contraccolpo in avanti. La prima fase dell’incidente porta il collo in forte estensione all’indietro, mentre la seconda fase costringe la cervicale ad una brusca flessione in avanti e fissa il fegato in alto sotto il diaframma, diminuendone di molto la mobilità.

E’ così che i due legamenti laterali sospensori del fegato si trovano accorciati in uno stato di forte tensione che mantiene il fegato eccessivamente “incastrato” sotto il diaframma.

Risultato: Una ridotta mobilità del fegato comporta una ridotta vascolarizzazione d’organo, un suo drenaggio diminuito e, a lungo andare, può influenzare negativamente sulla produzione di bile sia da parte del fegato stesso, che da parte della colecisti che è applicata proprio sotto la parete inferiore del fegato.

La bile, infatti, concorre, insieme ai succhi secreti dal pancreas, alla emulsione dei grassi assunti con gli alimenti ed alla ulteriore scissione delle proteine nei loro mattoni costitutivi (gli aminoacidi). La cattiva digestione è anche dovuta ad un’alterazione di queste delicate reazioni biochimiche che avvengono nell’apparato digerente.

Se avete subito un colpo di frusta, affidatevi ad un Osteopata, che potrà controllare lo stato di salute dei vostri organi interni, ed in particolar modo di fegato e colecisti.

Magari vi troverete a non dover più assumere antiacidi e starete bene in maniera naturale!