CONSIGLI ON-LINE, APPLICAZIONI GRATIS PER CELLULARI … LA CRISI DEL FITNESS

Cari lettori,
perdonate la mia assenza. La Laurea sta bussando alle porte e, se tutto va come previsto, a Giugno sarò Osteopata!
Potrete sicuramente immaginare l’impegno tra tesi ed esami finali da preparare.
Ma qualche giorno fa, navigando sui social network, mi sono imbattuta in due cose che non ho proprio ben digerito nel mercato (ormai di sempre meno valore) del fitness.
Chi mi conosce sia di persona che su internet sa che svolgo con correttezza ed etica quasi teutonica la mia professione e sa anche quanto non simpatizzi con tutto ciò che è “troppo facile” o troppo alla portata di tutti.
Fare il Personal Trainer SERIAMENTE (e lo scrivo a caratteri maiuscoli) vuol dire prendersi cura del Cliente a 360°: della sua alimentazione, della sua postura, dei traumi (se ne ha avuti), della sua condizione lavorativa e sociale. Non basta farlo muovere e contare le ripetizioni.
Per l’ennesima volta mi sono imbattuta nell’ennesima richiesta di consigli on-line GRATUITI da parte di qualche fruitore fitness a mo’ di supermercato.
E per l’ennesima volta ho declinato con gentilezza ma non senza fastidio nel vedere così screditata una professione che svolgo da più di 10 anni.
Ben inteso, non è una critica che muovo nei confronti di chi mi ha fatto la richiesta: molte persone, infatti, lo fanno in assoluta buona fede.
La mia riflessione va al sistema, al modo di presentare e comunicare la figura del Personal Trainer in Italia.

Quando voi andate dal medico per un consulto, pagate vero?
Quando andate in farmacia e chiedete un consiglio su un medicinale lo pagate giusto?

E perchè non dovrebbe essere lo stesso con un Personal Trainer, che si occupa del BENESSERE e della SALUTE?
Perchè il Personal Trainer deve passare come il conta-ripetizioni belloccio dai muscoli gonfi che spara consigli gratis senza aver nemmeno VISTO in faccia la persona?
La cosa grave è che ci sono “Personal Trainer” che seminano consigli gratis, credendo di attirare clientela.
In realtà, poveretti, screditano la loro immagine e rendono nullo il lavoro di ricerca e di studio costante di chi questa professione la AMA!

Vogliamo parlare delle applicazioni fitness gratuite per cellulari che promettono risultati miracolosi in una manciata di minuti? Ribadisco: GRATIS!
E chi ha fatto un percorso di studi serio per offrire professionalità e qualità ai suoi Clienti?
Dove andremo a finire di questo passo?

Le palestre pullulano di omini Michelin che nemmeno osano guardare come fai un movimento e se lo fai correttamente, per non parlare poi delle nuove frontiere arrivate guarda un po’ dall’America con i suoi CrossFit e affini, dove tutto il divertimento sta nel creare corsi di gruppo per TUTTI a prezzi IRRISORI pur di riempire le classi e far saltare questi malcapitati su gradini alti due metri o far sbattere bilancieri a terra.
La schiena? Le vertebre? La postura? Deserto … Queste sconosciute.

Io in clinica Osteopatica ne incontro tanti con schiene a pezzi ed ernie discali.
Questa sarebbe salute? Prevenzione?

Che ne pensate?
Io sono un po’ indignata!
Alla prossima!

app fitness

IL PAVIMENTO PELVICO: CONOSCENZA E PREVENZIONE

Cari lettori,

Questa settimana ritorno su un argomento importante che ho affrontato il mese scorso e che ha riscosso un notevole successo.

Parleremo dei disturbi più comuni che affliggono gli organi e le strutture che sono in relazione con i muscoli del pavimento pelvico, in quali tipi di sport si riscontrano maggiormente e come fare per prevenirli.

Rivediamo brevemente l’anatomia:

Il pavimento pelvico è costituito da diversi strati muscolari che collegano l’osso sacro ed il coccige alle ossa pubiche, che si trovano nella parte più anteriore del bacino. Inoltre, questi fasci muscolari chiudono e sostengono la parte inferiore del bacino e permettono il funzionamento corretto degli sfinteri per l’espulsione dell’urina e delle feci.

Immagine

Immaginate che la muscolatura di questa regione del bacino funga da “tappeto elastico”: essa risente, infatti, delle pressioni che derivano dagli organi addominali che si trovano al di sopra (fegato, stomaco, reni, pancreas, milza etc).  Inoltre, i muscoli del pavimento pelvico sorreggono il peso del corpo, che poi si divide grazie agli arti inferiori permettendoci quindi di mantenere la stazione eretta e di camminare.

Questo “tappeto elastico” deve avere una duplice funzione:

a) Elasticità –  per accomodare i movimenti in stazione eretta durante la camminata, la corsa, il salto e tutti i cambi di posizione

b) Forza –  per sostenere gli organi interni e gli sfinteri, che risentono dei cambiamenti continui dovuti ai nostri movimenti

Ruolo complesso ed affascinante allo stesso tempo. Ma per “lavorare” bene, deve essere in equilibrio ed avere soprattutto un’ottima adattabilità in ogni situazione e posizione.

Così come il pavimento pelvico è importante per la salute degli organi interni e per una corretta postura, così esso soffre spesso di  disturbi e di patologie che sono correlate ad una sua mancata elasticità o forza.

Le patologie del pavimento pelvico sono, purtroppo, ancora poco affrontate dal punto di vista della prevenzione in Italia.

L’Europa del Nord e la Francia, invece, rappresentano due regioni geografiche tra le più all’avanguardia nella gestione del paziente afflitto da queste problematiche e nella promozione dei comportamenti che favoriscono la prevenzione.

Vediamo, quindi, le patologie più diffuse del pavimento pelvico ed in quali casi si riscontrano maggiormente:

1. Patologie per deficit di elasticità o lassità del pavimento pelvico

Queste patologie si riscontrano molto spesso nel 40-50% delle donne che hanno partorito e che hanno subìto episiotomia (=un taglio laterale in diagonale, che viene effettuato in prossimità del canale del parto quando vi sono complicanze oppure il bambino non fuoriesce agevolmente)

  • Incontinenza urinaria da sforzo (IUS): Si manifesta con piccole ed irregolari perdite di urina, associate ad un colpo di tosse, uno starnuto, una risata oppure alla corsa o a un salto. Ne soffre quasi la metà della intera popolazione femminile in Italia, anche se rimane spesso un disturbo taciuto. Può compromettere, alla lunga, la qualità della vita della donna stessa, con un abbassamento dell’autostima e della sicurezza di sè.
  • Incontinenza urinaria da urgenza (IUU): Si manifesta con una improvvisa ed urgente necessità di urinare e, quando non è presente in pazienti con deficit neurologici o della vescica, si riscontra abbastanza frequentemente in donne che hanno avuto parti con complicazioni oppure in cui è stata usata la ventosa (questi tipi di parti conducono in alcuni casi, ad un prolasso del collo dell’utero che può condurre a questa forma di incontinenza urinaria). Riduce notevolmente la qualità della vita.
  • Disturbi dello svuotamento della vescica: Avvengono a causa di squilibri a carico dei legamenti che tengono sospesa la vescica e le vie urinarie nella parte più bassa del bacino. Possono portare a frequenti infezioni delle vie urinarie, a stasi di urina in vescica e alla formazione di calcoli in vescica.
  • Emorroidi: Si riscontrano spesso nei maschi, ma anche nelle donne. E’ una patologia frequente. Tra gli sportivi, ne soffrono molto spesso i corridori, i giocatori di pallavolo, di basket, i ginnasti ed i saltatori, proprio perchè queste discipline sportive sono caratterizzate da salti e da cambi di posizione che influiscono molto sull’equilibrio del pavimento pelvico.

Immagine

2. Patologie per deficit di forza del pavimento pelvico

Insieme all’incontinenza urinaria da sforzo, rappresentano i disturbi più zittiti nella popolazione, ma sono anche quelli che possono compromettere non solo la sfera psicologica, ma anche quella intima e relazionale.

  • Dispaurenia: E’ il dolore avvertito durante il rapporto sessuale. Può avvenire sia nell’uomo che nella donna. Se non risolta, può minare l’armonia di coppia
  • Frigidità: E’ l’incapacità di provare piacere durante il rapporto sessuale. Fisiologicamente, la muscolatura pelvica si contrae, ma un suo deficit di forza può rappresentare un ostacolo importante alla serenità della coppia
  • Impotenza: Spesso associata nell’uomo a patologie della prostata (prostatite, ipertrofia prostatica, neoplasia prostatica), rimane nell’oscurità perchè se ne parla molto poco. La prostata poggia sulla muscolatura pelvica e risente degli squilibri che possono condurre ad un malfunzionamento di questo organo.

Immagine

Passiamo, per concludere, alla prevenzione: Che cosa fare?

1. Consultate un osteopata: L’osteopatia è una disciplina medica manuale, che ristabilisce il corretto funzionamento del corpo in maniera naturale, aiutandolo nel suo processo di auto-guarigione. Valutando la postura ed eventuali squilibri a carico muscolo-legamentoso, si possono risolvere molte problematiche (lombalgia, cervicalgia, difficoltà digestive, insonnia etc)

2. Fate esercizio: Per riequilibrare la muscolatura del pavimento pelvico vi sono alcuni esercizi specifici, che vi avevo già indicato nell’articolo https://toscanonicole.wordpress.com/2014/01/16/la-ginnastica-che-non-si-vede/

3. Approfondite l’argomento: Vi indico un sito autorevole e molto interessante, da cui potete trarre spunti teorici e pratici utili (vi è anche una bibliografia di riferimento). Fatene tesoro: http://www.pelvifit.it/

Immagine

Ciò che “non si vede” è ciò che “si sente”

Alla prossima!

 

 

Link

5 REGOLE FITNESS PER L’ANNO NUOVO

Cari lettori,

Buon Anno a tutti!

Ecco pronti a ripartire nel 2014 con tante idee, energie e voglia di far bene.

Vi invito a leggere la mia intervista su sanihelp.it con i miei consigli Fitness da mettere in pratica per il nuovo anno appena iniziato.

Ricordatevi: la costanza è tutto!

Buona lettura e alla prossima … con altri studi scientifici interessanti!

VUOI ESSERE FELICE? CORRI!

Recenti studi pubblicati sulla rivista “Correre” hanno dimostrato il forte aumento di coloro che praticano la corsa: sempre più persone, dal sedentario, all’amatore, al più allenato, sperimentano la corsa nella loro vita.

Il perchè di questo fenomeno è da ricercarsi in un fattore tanto semplice quanto meraviglioso per gli effetti che dona, ovvero il senso di libertà e di felicità che la corsa regala.

Infatti, correre dà la sensazione di sentirsi liberi, in pace con se stessi e con il mondo, può essere praticata ovunque, è “low-cost”, è “eco-friendly” e contribuisce alla socializzazione ed alla creazione di nuove amicizie.

La corsa è facile: basta indossare un paio di scarpe adatte, canotta e pantaloncini per accedere subito agli immediati benefici, tra cui un immediato senso di benessere che si prolunga anche diverse ore dopo la fine dell’allenamento.

Ma c’è un altro dato più importante e straordinario, che sicuramente ogni appassionato runner può riportare, ovvero quello della “dipendenza dalla corsa”, o, più precisamente, della “assuefazione alla felicità”.

Il perchè di questa dipendenza va ricercato nella fisiologia ormonale, ovvero in quel delicato meccanismo che regola le reazioni biochimiche del nostro organismo, siano esse fondamentali per la vita oppure come risposta a stimoli provenienti dall’ambiente esterno.

La responsabilità di tale dipendenza è data dal ruolo delle endorfine, ormoni che appartengono agli oppioidi endogeni. Gli oppiacei sono sostanze prodotte dal nostro organismo, che hanno la funzione di mitigare il dolore a livello nervoso centrale e donano le sensazioni di benessere.

Le prime ricerche scientifiche relative a queste sostanze sono abbastanza recenti e risalgono agli anni ’70, decennio in cui per la prima volta furono scoperte le encefaline, seguite poi dalle beta endorfine, le alfa endorfine, e le dinorfine.

I risultati degli studi effettuati hanno decretato che l’attività fisica prolungata, come la corsa, contribuisce a produrre le endorfine e le encefaline in quantità elevate, tanto da spostare la soglia del dolore e della fatica, donando una sensazione di benessere e di felicità.  Il dato sorprendente che emerge dalle ricerche è che la produzione degli oppioidi endogeni aumenta non solo con la durata, bensì anche all’aumentare dell’intensità dello sforzo.

Ecco perchè molte persone, una volta abbracciata la corsa, non possono più farne a meno e molti scelgono di prepararsi meglio per partecipare alla maratona, ovvero il classico esempio di sport di durata.

Ma le sorprese non finiscono qui: è stato dimostrato che le attività fisiche di tipo aerobico come la corsa sono ottime per favorire la produzione del BDNF, un fattore neurotrofico derivato dal cervello, che è in grado di determinare la formazione di nuove cellule cerebrali (i neuroni) con nuovi collegamenti (sinapsi) tra i neuroni stessi, soprattutto anche nelle persone che hanno superato i 50 anni di età.

Tutto ciò comporta una migliore efficienza intellettuale, nuovi percorsi neuronali di pensiero, la conservazione di una memoria superiore ed un ridotto decadimento mentale dovuto all’età.

Alziamoci dalla sedia e allacciamo le scarpette: destinazione felicità!

Fonte:

Enrico Arcelli, “Voglio Correre”, Sperling&Kupfer, 2012

Enrico Arcelli, “Il Nuovo Correre è Bello”, Sperling&Kupfer

‘STORIE QUOTIDIANE’ – IL TRAILER

Video

Il Benessere raccontato in 10 puntate.

Tutti possono accedere ad una migliore qualità di vita grazie all’allenamento ed alla cura personale.  L’impatto positivo dell’attività fisica è importante non solo dal punto di vista della salute, ma influenza positivamente anche la vita quotidiana e le relazioni di ognuno di noi.

‘Storie Quotidiane’ è una miniserie in 10 puntate, scritta e diretta da me, che rappresenta l’esperienza di persone comuni che decidono di stare meglio grazie al Fitness accessibile a tutti.


Guarda la serie sul mio Canale YouTube!

INSULINA, GLUCAGONE E CORTISOLO : GLI ORMONI DELLA ‘DIETA’ E DELL’ALLENAMENTO

Quando si parla di ‘dieta’, intesa come regime alimentare bilanciato, e di allenamento non si può tralasciare la scienza. In particolare, lo studio degli ormoni e del loro ruolo nell’ambito della fisiologia umana serve a far luce su alcuni aspetti importanti da considerare, soprattutto se l’obiettivo è quello di migliorare la propria forma fisica con una corretta maniera di alimentarsi e con un allenamento calibrato secondo le singole esigenze.

In questo articolo impariamo dunque a conoscere, tramite cenni di endocrinologia, i tre ormoni maggiormente implicati in un percorso alimentare e di fitness, e che ne determinano gli effetti finali.

Innanzitutto, definiamo il termine ‘ormone‘. Per ormone si intende quella molecola prodotta dagli organi dell’Apparato Endocrino (ipofisi, epifisi, ghiandole del surrene, pancreas), che viene secreta ed immessa nel sangue per giungere poi alle cellule bersaglio adatte ad assolvere il suo compito specifico. L’ormone ha la peculiare caratteristica di rimanere nel sangue, quindi all’interno del corpo umano, cosa che lo differenzia dalle altre sostanze secrete all’esterno del nostro organismo (sudore, lacrime etc.).

Il compito degli ormoni è quella di coordinare ed integrare le miriadi di funzioni svolte dai tessuti e dagli organi, ed è nota la compartecipazione del Sistema Nervoso Centrale (SNC) che dirige per buona parte tutti questi processi.

Alcune funzioni generali degli ormoni sono strettamente vitali, perciò non possono essere particolarmente influenzabili dall’ambiente esterno, pena la non sopravvivenza.

E’ il caso dei due ormoni, antagonisti fra di loro, INSULINA E GLUCAGONE.

Essi regolano il tasso glicemico nel nostro sangue, ovvero la concentrazione ideale di zuccheri in circolo per permettere un corretto funzionamento degli organi e, soprattutto, delle facoltà intellettive (cervello).

  • a) l’ Insulina: viene prodotta da una popolazione specifica di cellule del pancreas ed ha la funzione di favorire l’assorbimento degli zuccheri assunti con l’alimentazione. Essa promuove, quindi, il trasporto del glucosio dal sangue ai tessuti, dove poi si andrà a costituire il glicogeno sotto forma di scorta energetica (che abbiamo già visto nell’articolo sui macronutrienti della nutrizione).  In sostanza, l’insulina abbassa il tasso di zucchero nel sangue: è un ormone ipoglicemizzante.

Vi sono alimenti che stimolano, in forma massiccia o in forma più limitata, la secrezione di insulina: parliamo, in questo caso, di alimenti ad alto indice glicemico e di alimenti a basso indice glicemico.  In un regime alimentare volto alla diminuzione della Massa Grassa ed all’aumento della Massa Magra è importante optare per una scelta su alimenti a basso indice glicemico. Visto l’effetto ipoglicemizzante di questo ormone, alimenti che stimolino notevolmente la sua impennata non sono indicati in un programma alimentare bilanciato, perchè stimolano il senso di fame ed inducono a mangiare di più, con effetti indesiderati per la forma fisica.

Gli alimenti a basso indice glicemico, invece, favoriscono un lento rilascio di questo ormone, permettendo così un prolungato senso di sazietà.  Per elencarne alcuni: cereali integrali non raffinati come avena decorticata, orzo; frutta come mele, pere, fragole, frutti rossi; verdure crude, legumi come fagioli, ceci e lenticchie.

Gli alimenti ad alto indice glicemico, da limitare, sono invece: frutta come banane, cachi o uva; i dolci, il pane bianco, lo zucchero raffinato (saccarosio); la pasta raffinata,il riso bianco comune; legumi come il mais; patate e carote (soprattutto cotte).

  • b) Il Glucagone: è l’ormone antagonista dell’Insulina. Anch’esso prodotto da una popolazione specifica di cellule del pancreas, ha quindi la funzione opposta, che consiste nello scindere i depositi di glicogeno dal fegato per renderli subito disponibili e trasportabili immediatamente nel sangue.  Questa molecola interviene anche durante l’attività fisica e va a soddisfare le richieste di zucchero là dove necessita ( nei muscoli, per esempio). Collabora, alla sua funzione, con l’adrenalina ed è stimolato dal cortisolo, che ora affronteremo nelle prossime righe.

Ai fini di una corretta riuscita del piano alimentare, è necessario mantenere in equilibrio i tassi ormonali di Insulina e Glucagone: prolungato senso di sazietà ed efficienza nell’utilizzo delle scorte di zuccheri durante l’attività fisica.

Il terzo ormone che andiamo a conoscere più da vicino è il CORTISOLO.

  • Il cortisolo (definito anche come ormone steroideo glicoattivo) è un importante ormone prodotto nelle ghiandole surrenali. Questa regione anatomica, dalla strana forma a ‘cappuccio’, posta sopra i reni, è distinta in due regioni: la corteccia e la midollare del surrene. Il cortisolo viene prodotto nella regione della corteccia surrenalica.

Definito spesso dagli studiosi come l’ “ormone dell’adattamento“, il cortisolo è implicato nella formazione di glicogeno (i ‘pacchettini’ di zucchero) nel fegato, a partire dalle proteine (più precisamente dai mattoncini che le costituiscono, gli aminoacidi). Purtroppo, questo effetto viene realizzato maggiormente a spese delle proteine presenti nei muscoli, ai fini di garantire una costante presenza di glucosio nel corpo umano, anche non strettamente dipendente dalla saltuarietà dell’alimentazione. Ecco, quindi, che si verifica il fenomeno della deplezione delle proteine muscolari, così care agli sportivi ed a coloro che mirano ad un aumento della massa muscolare.

Quando si verifica un aumento del tasso di cortisolo?

Spesso, in tutte le situazioni che generano una risposta ad uno stimolo di stress proveniente dall’ambiente esterno (un allenamento troppo prolungato o troppo intenso, stress emotivi come paura e fuga oppure stati infiammatori acuti). E’ stato dimostrato come il cortisolo influisca in senso positivo contro i processi di tipo infiammatorio.

Una stimolazione fisiologica di cortisolo si verifica, quindi, in fasi acute e non durevoli, ma è importante sottolineare che stress ripetuti come continui allenamenti intensi, alimentazione non adeguata o povera in proteine, situazioni emotive critiche tendenti a ripetersi nel tempo, possono cronicizzare la maggior produzione di questo ormone, con effetti non gradevoli sui muscoli e sulla Massa Magra. Ricordiamo, infine, che per ‘Massa Magra, vegono intesi anche: ossa, tendini, tessuto connettivo. Il cortisolo si serve delle proteine dei muscoli e della componente magra del nostro organismo per creare le scorte di zuccheri da immaggazzinare nel fegato.

Per ultimo, il cortisolo ha effetti indiretti ma favorenti il rilascio di adrenalina e glucagone, in tutte quelle situazioni di aumentata necessità di zuccheri prontamente disponibili nel sangue e di grassi che vengono mobilizzati per mezzo dell’intervento dell’adrenalina: questo processo si verificava quotidianamente nei nostri parenti antenati preistorici durante la caccia delle belve per procurarsi il cibo. La fase di ‘fuga’ dal nemico ed il rischio di essere egli stesso preda delle belve cacciate, innescava il meccanismo della scissione degli zuccheri e dei grassi in questi provetti corridori.

Ecco perchè il cortisolo viene definito come l’ormone dello stress o dell’adattamento: proprio perchè la sua funzione è tipicamente ancestrale e da lei dipendeva la sopravvivenza del nostro amico homo neanderthalensis.

Morale: Mangia bene e fai movimento. E’ scritto nella scienza.

In fondo, nulla di nuovo, vero?

Fonte:

McArdle Wd, Katch FI, Katch VL Exercise Physiology Ed IV, Williams&Wilkins, 1996

Galluccio A, Fasana L Introduzione all’Endocrinologia Vol I e II, Appunti Monografici, 2011-2102

I CAPISALDI DELLA CORRETTA ALIMENTAZIONE

L’alimentazione è forse uno tra gli argomenti più discussi negli ultimi decenni ed attira un numero sempre maggiore di persone, dal soggetto che vuole dimagrire, a chi vuole sentirsi meglio, allo sportivo che vuole migliorare la performance.

Internet e riviste fanno a gara per pubblicare la dieta più in voga del momento, duellando a suon di visualizzazioni o di copie vendute. Ma siamo sicuri che le informazioni divulgate siano sempre rispettose della scienza e della fisiologia umana?

Qualcuno, tanti anni fa, scrisse: “Lascia che il cibo sia la tua medicina”, e di certo aveva centrato uno dei capisaldi del corretto modo di nutrirsi, secondo cui ciò che introduciamo al nostro interno può essere foriero o meno di malattie. Tutto dipende da che uso e consumo facciamo del cibo a nostra disposizione.

Niente di più vero in questa affermazione. Impariamo, quindi, a conoscere i pilastri su cui si basa la corretta alimentazione, per poi inquadrarli in un approccio globale più ampio di benessere della persona.

I Macronutrienti: Sono le sostanze fondamentali presenti negli alimenti. Vediamole una per una.

  • Le proteine: Costituiscono il “mattone” del nostro organismo. Hanno, perciò, funzione plastica e di ricostruzione dei tessuti. Collaborano anche alla rigenerazione cellulare notturna, costituiscono gli acidi nucleici del nostro patrimonio genetico (il DNA), e sono anche responsabili dell’accelerazione di alcuni processi biochimici nel nostro organismo (enzimi). Il loro ruolo è fondamentale e va a braccetto con uno degli ormoni più importanti del nostro organismo, il GH (o ormone della crescita, somatotropina), specie per quanto riguarda i processi di ricostruzione muscolare (tanto caro agli sportivi).
  • I carboidrati o glucìdi: Hanno fondamentalmente due funzioni principali.

a) Deposito: Vengono depositati in gran parte nel fegato come “pacchettini” di glicogeno, che vengono poi liberati in caso di aumentato fabbisogno (esercizio fisico intenso e prolungato, liberazione di adrenalina e noradrenalina che attivano i meccanismi di “allarme” del nostro organismo, associati ad aumento di sudorazione, ritmo respiratorio e battiti cardiaci).

b) Pronto utilizzo: Albergano anche nei muscoli, per cooperare al processo della contrazione muscolare insieme alle proteine muscolari actina e miosina. In caso di aumentato fabbisogno, vengono disgregati dal muscolo per essere riconvertiti nella forma più semplice di zucchero utilizzabile immediatamente dall’organismo in caso di emergenza. Costituiscono, perciò, insieme ai grassi, il carburante (la benzina) del nostro corpo.

  • I grassi o lipìdi.  Anche per questo macronutriente ricordiamo una funzione di deposito ed una di utilizzo.

a) Deposito: I lipìdi si trovano all’interno degli adipociti (le cellule dei grassi) come deposito, con le funzioni principali di: mantenimento della temperatura corporea a 35-36° in tutte le condizioni atmosferiche, protezione dai traumi e, nella donna, protezione del feto durante i 9 mesi di gestazione. Se depositati entro limiti normali, la loro funzione è assolutamente fisiologica e necessaria.

b) Pronto utilizzo: Esistono anche i grassi intramuscolari. Biopsie effettuate su fibre muscolari di maratoneti professionisti hanno evidenziato la presenza di grassi intramuscolari pari a tre volte superiori rispetto a soggetti non praticanti sport agonistico. Questo fattore ha dimostrato la notevole funzione energetica dei grassi, che veniva sfruttata in larga parte dai corridori di lunghe distanze, come meccanismo di ultima difesa ed adattamento dell’organismo, una volta finite le scorte di glicogeno (zuccheri) intramuscolare.   1 gr di grasso, infatti, brucia 9 kcal contro le 4 kcal di carboidrati e proteine. Questo dimostra come, in effetti, bruciare un grammo di grasso abbia un costo energetico nettamente maggiore.

Quindi lipìdi non solo sotto forma di deposito sottocutaneo, ma anche come risorsa di energia importantissima.

I Micronutrienti: Sono rappresentati dalle vitamine e dai sali minerali, le cui numerosissime funzioni non affronteremo in questa sezione.

Ricordiamo, tra i più importanti, la Vitamina C (acido ascorbico), per le sue funzioni antinfiammatorie e riparative specie a livello cellulare, la Vitamina B (riboflavina) per le sue funzioni di miglior sfruttamento dell’energia, specie a livello muscolare, il Potassio ed il Sodio per la loro funzione fondamentale di regolazione dell’equilibrio elettrolitico tra ambiente fuori della cellula ed ambiente dentro la cellula. Sodio e Potassio, se ben in equilibrio tra di loro, regolano il meccanismo di scambio cellulare tra l’eliminazione delle sostanze di scarto dalla cellula e l’assunzione delle sostanze di nutrimento utili.  Squilibri di sali minerali possono portare anche a quadri di disidratazione importanti, perciò è bene sempre tenerli sotto controllo, specie se si svolge attività fisica intensa con abbondante sudorazione.

Un regime alimentare corretto e bilanciato deve tener presente di tutti i capisaldi indicati.

E’ impensabile proporre un regime alimentare “disintossicante” quando vengono a mancare le proteine oppure i carboidrati, proprio perchè ne abbiamo visto le funzioni fondamentali per la vita.

Non me ne vogliano i dietologi più “in voga” al momento, con rating delle copie dei loro libri alle stelle, ma la scienza umana e la biochimica si basano su regole “Gold Standard” mai confutate finora da alcuno studioso della materia.

Vogliamo stare bene e sentirci bene? Un consulto da un nutrizionista esperto soprattutto della salute farà luce tra i dubbi e le domande che affollano le nostre menti, indicandoci la strada alimentare migliore da seguire secondo le nostre reali necessità.

Un esperto di attività fisica e corretto movimento farà sì che libereremo endorfine sane, con anche un ringraziamento da parte del tono dell’umore che ne gioverà in meglio.

Qualcuno scriveva, tanti anni fa: “Mens sana in corpore sano” …

Immagine